Di grande interesse la recente pronuncia della Suprema Corte in materia di rapporti economici fra coniugi, con la quale è stata affermata piena rilevanza sulla condizione economica del coniuge divorziato della stabile convivenza, o meglio della formazione di nuova famiglia di fatto da parte del soggetto già beneficiario dell’assegno divorzile. [Leggi di più…] infoNuova convivenza? Sì alla revoca dell’assegno di mantenimento del coniuge
Blog: aggiornamenti dallo Studio
Negoziazione assistita: luci e ombre
La nuova procedura per semplificare l’iter di separazione è poco usata dagli italiani, i tempi non sembrano sostanzialmente più brevi ed inoltre è obbligatoria la presenza di due avvocati, a differenza della separazione consensuale ove ne basterebbe uno.
Di che cosa si tratta in concreto?
MODALITA’ E CONDIZIONI DI APPLICAZIONE DELLA NEGOZIAZIONE ASSISTITA
1. INTRODUZIONE
In materia di famiglia tra gli strumenti finalizzati a decongestionare il carico di lavoro dei tribunali e, pertanto, alternativi alla definizione contenziosa delle controversie, particolare rilievo assume la procedura di negoziazione assistita da uno o più avvocati e quella dinnanzi all’ufficiale dello stato civile.
Introdotte dal Decreto Legge 12.09.2014 n. 132, convertito con modificazioni dalla Legge 10.11.2014 n. 162 che ha istituito la “Convenzione di negoziazione assistita da uno o più avvocati per le soluzioni consensuali di separazione personale, di cessazione degli effetti civili o di scioglimento del matrimonio, di modifica delle condizioni di separazione o di divorzio” (art. 6) nonché la “Separazione consensuale, richiesta congiunta di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio e modifica delle condizioni di separazione o di divorzio innanzi all’ufficiale dello stato civile” (art. 12).
I principali benefici dei nuovi istituti sono senz’altro rinvenibili nella tangibile contrazione dei tempi e dei costi rispetto le procedure ordinarie, tuttavia, per il loro esperimento sono necessarie determinate condizioni.
Assegno di mantenimento all’ex coniuge e termini di prescrizione
Commento alla sentenza 7981 del 2014 su art. 2941 del Codice Civile: il termine di prescrizione non è sospeso in caso di separazione e decorre dalle singole scadenze di pagamento.
La Corte di Cassazione con la sent. n. 7981 del 2014 ha affermato un principio importante a proposito delle regole sulla prescrizione da applicarsi in caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento tra coniugi separati.
La prescrizione estingue i diritti qualora il titolare dell’azione non li eserciti nell’arco temporale previsto dalla legge. L’art. 2941 c.c. prevede che, per i rapporti tra i coniugi, il termine di prescrizione resti sospeso qualora essi non esercitino alcun diritto.
La questione sottoposta alla Corte era se, anche nell’ipotesi di separazione, i termini di prescrizione dovessero considerarsi sospesi, come se gli ex coniugi fossero ancora legati da vincolo matrimoniale. [Leggi di più…] infoAssegno di mantenimento all’ex coniuge e termini di prescrizione
Affidamento condiviso del minore: un obbligo per i genitori! Salvi i casi di accertata inidoneità…
La nuova Legge n. 154/2013, in materia di affidamento del minore, procede sulle orme tracciate dalla precedente Legge n. 54/2006 che ha introdotto in Italia il c.d. affido condiviso.
Oggi, il legislatore ha previsto una disciplina unitaria sia per i procedimenti di separazione dei coniugi sia per quelli relativi ai figli nati al di fuori dal vincolo di coniugio.
I nuovi artt. 337 bis e ss. c.c. hanno sostituito gli artt. 155 e ss. c.c. dettando norme relative ai provvedimenti riguardo a tutti i figli, senza alcuna distinzione tra legittimi e naturali.
Essi ribadiscono il principio della bigenitorialità sancendo ancora una volta il diritto del minore di mantenere un rapporto equilibrato e costante con entrambi i genitori.
A tal fine, l’art. 337 ter c.c. stabilisce che il giudice nei procedimenti di cui sopra debba adottare i provvedimenti relativi alla prole con “esclusivo riferimento all’interesse morale e materiale di essa”.
Ne consegue che, in caso di separazione e crisi della coppia, grava sui genitori un vero e proprio obbligo di adempiere ai propri doveri adoperandosi affinché gestiscano responsabilmente l’affidamento condiviso della prole.
Tale forma di affido è considerata ormai lo strumento più idoneo per assicurare l’interesse del minore ad un sereno ed equilibrato sviluppo. [Leggi di più…] infoAffidamento condiviso del minore: un obbligo per i genitori! Salvi i casi di accertata inidoneità…
Figli legittimi e naturali: da oggi solo figli!
In seguito all’entrata in vigore della Legge n. 219/2012, in materia di riconoscimento dei figli naturali, è stata sancita a livello legislativo l’abolizione di ogni forma di discriminazione tra figli c.d. legittimi, nati all’interno del vincolo matrimoniale e figli c.d. naturali, nati nell’ambito di rapporti di convivenza.
Ulteriori modifiche sono state apportate in materia dal Decreto Legislativo n. 154/2013.
Tali riforme si sono rese necessarie, a causa dei cambiamenti registrati negli ultimi anni nella nostra società, dove sempre più bambini nascono nell’ambito delle c.d. unioni di fatto.
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Affido condiviso e affidamento esclusivo
La Legge n. 54/2006 e l’“affido condiviso”
La Legge n. 54/2006 ha introdotto il c.d. “affido condiviso”.
Prima di allora, in Italia vi era come regola generale quella dell’affidamento esclusivo nei confronti di un solo genitore che limitava l’esercizio della potestà dell’altro genitore non affidatario. L’affido c.d. congiunto, conferito ad entrambi i genitori, costituiva invece un’eccezione.
In seguito all’introduzione della Legge n. 54/2006 si è affermata come forma principale di affidamento quella dell’ “affido condiviso” che ha come presupposto l’assenza di conflittualità insanabili tra i genitori.
Pertanto, anche in caso di separazione, i figli hanno diritto di conservare un rapporto equilibrato e continuativo con ciascun genitore, di ricevere da entrambi cura, educazione e istruzione e di conservare rapporti con gli ascendenti, ad esempio i nonni e i parenti.
Quando il giudice dispone l’affidamento condiviso provvede anche sulla residenza dei figli. Viene quindi precisato presso quale dei genitori la prole deve vivere abitualmente.
Il provvedimento del giudice deve stabilire i tempi e le modalità della presenza dei figli presso ciascun genitore.
Affidamento esclusivo
Si tratta della forma di affidamento maggiormente diffusa fino alla riforma del 2006.
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Il dramma dentro casa: abusi in famiglia
Presentazione del nuovo sito dello Studio Legale Arcoleo
Lo Studio Legale Arcoleo è lieto di presentare oggi la nuova versione del proprio sito www.arcoleo.it.
Presente da quasi 10 anni sul web con risultati di visite giornaliere davvero sorprendenti, il nostro sito rappresenta per noi la necessità di interfacciarsi in modo nuovo e moderno con l’utenza ed i nostri clienti.
Sappiamo come nell’ambito del web una delle priorità principali per chi gestisce un sito è quella di poter aggiornare velocemente ed agevolmente le pagine e gli articoli presentati all’utenza finale. E’ proprio in quest’ottica che abbiamo deciso di abbandonare le ormai obsolete pagine statiche del nostro sito per dedicarci ad un sito più snello e facilmente modificabile.
Per tale motivo abbiamo deciso di mantenere una veste grafica simile a quella precedente, ormai familiare a numerosi utenti, per dedicarci piuttosto a profonde modifiche strutturali nella parte del sito non visibile, grazie ad un nuovo linguaggio di programmazione e a solidi strumenti di publishing. [Leggi di più…] infoPresentazione del nuovo sito dello Studio Legale Arcoleo