Importanti novità giurisprudenziali sono intervenute in materia di assegnazione della casa coniugale.
Nello specifico il Tribunale di Bari, con sentenza del 24.4.18, è stato chiamato a pronunciarsi circa la possibilità per il coniuge separato di opporre il provvedimento giudiziale che sancisce l’assegnazione della casa familiare avverso la procedura esecutiva avviata dal creditore munito di ipoteca su tale immobile, con trascrizione del suddetto diritto reale di garanzia precedente rispetto al provvedimento di assegnazione della casa. [Leggi di più…] infoSentenza del Tribunale di Bari del 24.04.18 relativa alla trascrizione del provvedimento di assegnazione della casa coniugale
Legge e Giurisprudenza
L’ascolto del minore: un diritto del fanciullo e un adempimento necessario del minore?
Nel diritto di famiglia un’annosa questione, che trae il suo spunto normativo negli artt. 155 sexies I comma c.c., come novellato dalla Legge n. 54/2006, poi abrogato dal D.lgs n. 154/2013 e trasfuso nel nuovo testo dell’art. 337 octies c.c., è quella in tema di ascolto del minore.
Nuove direttive che muovono altresì dalla recente pronuncia della Suprema Corte n. 5676/2017 (in ordine all’ascolto del minore ultradodicenne) hanno indotto la magistratura italiana, unitamente agli ordini professionali forensi, all’assunzione di una regolamentazione, nell’ambito dei giudizi civili, dell’audizione da parte del Giudice procedente, del minore.
Anche il Distretto di Palermo, attraverso il Protocollo fra la magistratura del Tribunale di Palermo, il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, con l’ausilio tecnico del Consiglio degli Psicologi, ha raggiunto una intesa lo scorso 20.03.2018.
Le linee guida pubblicate dall’Osservatorio per la Giustizia Civile, delineano in particolare le modalità ed i tempi di ascolto del minore ad opera del Giudice, distinguendo le ipotesi in cui il minore sia infradodicenne (ascolto facoltativo) da quelle in cui è ultradodicenne (ascolto per lo più obbligatorio), disciplinando altresì la presenza delle parti e dei difensori durante l’ascolto, i quali potranno tuttavia essere invitati, a discrezione del Giudice, ad allontanarsi dall’aula, ferma restando a garanzia e tutela del minore, la presenza eventuale del personale ausiliario(psicologo).
Il Protocollo prevede, altresì il dovere per l’avvocato di astenersi da tenere contatti con il minore ai sensi dell’art. 56 del Codice Deontologico Forense, nonché le modalità di assunzione della audizione del minore stesso in capo in cui nel corso del giudizio venga disposta un Consulenza Tecnica di Ufficio.
Per una maggiore intelligenza dei contenuti si invita alla lettura del documento Protocollo ascolto minore nei procedimenti di famiglia
Unioni Civili: il “cognome di coppia” è questione di legittimità costituzionale
L’ordinamento italiano riconosce le unioni civili e permette alle neo coppie di scegliere un cognome comune. Ma gli effetti di tale scelta sono limitati dagli art. 3 c.1 lett. c) e art. 8 del D. Lgs. 5/17. La legittimità costituzionale di queste disposizioni è stata messa in discussione dal Tribunale di Ravenna. (ord. 22 novembre 2017, n.32)
Legittimare la scelta del cognome per una unione civile è stata una svolta per il riconoscimento giuridico delle unioni omosessuali. Grazie alla legge del 20 maggio 2016, n.76, infatti, le persone che formano una unione civile possono scegliere un cognome comune. Questo identifica la coppia e permette che le persone che la formano aggiornino i dati anagrafici personali.
Un anno dopo, entra in vigore del D.Lgs. 5/17, che, inspiegabilmente, stabilisce che devono essere annullate le annotazioni relative alla scelta del cognome comune (art. 3 c.1 lett.c e art. 8). Di conseguenza, anche nei documenti di identità, deve essere ripristinato il cognome posseduto prima dell’unione civile.
Una pronuncia del Tribunale di Ravenna, appare determinante ai fini della tutela del diritto alla conservazione del nome e dell’identità personale.
Ma partiamo dall’inizio: una coppia celebrando la propria unione civile, sceglie come cognome di “coppia” quello di una delle due parti. L’altra decide di anteporre il cognome comune al proprio. Questa scelta ha ovviamente comportato la modifica dei dati di quest’ultima su tutta la documentazione anagrafica: d’identità, sanitaria e così via.
Una volta entrato in vigore il D. Lgs. n. 5 del 2017, questa persona ha visto eliminato il cognome aggiunto da tutti i documenti anagrafici. La coppia presenta ricorso al Tribunale di Ravenna, sottolineando la questione identitaria e la scelta legittima della coppia.
Il Tribunale di Ravenna ha dichiarato fondato il ricorso ma ha rimesso la questione alla Corte Costituzionale che dovrà valutare se gli articoli del decreto violino il diritto, costituzionalmente garantito, al nome e all’identità.
Divorzio: Il “tenore di vita” arriva al capolinea: il nuovo criterio per la determinazione dell’assegno è l’ “indipendenza economica” (Cass. sez. I. 10 maggio 2017 n. 11504)
Con la sentenza in commento, la Corte di Cassazione elabora un nuovo criterio per la determinazione dell’assegno di divorzio a favore dell’ex coniuge. I giudici della Suprema Corte, infatti, mandano in soffitta il vecchio criterio del <<tenore di vita>>, precedentemente utilizzato per la concessione del beneficio.
La vicenda trae origine da un ricorso proposto dall’ex moglie avverso la sentenza emessa dalla Corte d’Appello di Milano del marzo 2014, che verteva su quattro punti, tutti dichiarati infondati. Particolare rilievo ai fini di questa analisi assume, soprattutto il secondo motivo di gravame, in cui la ricorrente aveva eccepito la violazione dell’art. 5 co. 6 della L. 898/1970, per non avere il giudice distrettuale verificato l’effettiva disponibilità di mezzi adeguati a conservare il tenore di vita matrimoniale della ricorrente o la possibilità di procurarseli per ragioni oggettive. [Leggi di più…] infoDivorzio: Il “tenore di vita” arriva al capolinea: il nuovo criterio per la determinazione dell’assegno è l’ “indipendenza economica” (Cass. sez. I. 10 maggio 2017 n. 11504)
Il “superiore interesse del minore” nel procedimento per riconoscimento del figlio: le linee guida della cassazione in cass. I sez. Civ. Sent. N. 17762/2017
Con la recentissima sentenza in commento, depositata giorno 27 marzo 2017, la I sezione civile della Corte di Cassazione prende posizione sul rapporto tra riconoscimento del figlio e ascolto del minore infraquattordicenne, nel quadro dei principi relativi al best interest of the child, che animano i procedimenti che lo riguardano.
La vicenda trae origine da un ricorso proposto dalla madre della bambina avverso la sentenza della corte di Appello, a seguito di un travagliato iter giudiziale, promosso dal padre della minore, che chiedeva di poter riconoscere la propria figlia, nonostante la ferma opposizione della madre. La corte distrettuale si era già precedentemente pronunciata in merito, dando ragione al padre, e la sentenza era stata cassata, per la mancata audizione della minore sulla questione. All’esito del giudizio del rinvio, la madre, soccombente propone nuovamente ricorso per Cassazione. [Leggi di più…] infoIl “superiore interesse del minore” nel procedimento per riconoscimento del figlio: le linee guida della cassazione in cass. I sez. Civ. Sent. N. 17762/2017
Spese straordinarie per i figli: la classificazione del tribunale di Roma
In tema di spese straordinarie più volte si è trovata a dovere intervenire la Suprema Corte, a fronte della errata e/o opposta interpretazione delle voci di spesa da parte dei coniugi o della coppia.
Al fine di fronteggiare detta problematica molti Tribunali hanno stilato linee di comune intesa, unitamente ad associazioni forensi ed ai consigli dell’Ordine territoriale, per la individuazione e suddivisione delle spese straordinarie, indicandone le categorie, la modalità di assunzione e di compartecipazione da parte dei coniugi obbligati.
Intento è quello di ridurre in via preventiva il contenzioso prevedendo, con la maggiore certezza possibile, quale intendere come spesa ordinaria e dunque contenuta nell’assegno di mantenimento, e quale straordinaria, (e fra queste quelle che devono essere previamente concordate e quelle da effettuarsi anche senza il preventivo consenso del coniuge) in quanto non oggettivamente prevedibile nell’an e nel quantum. [Leggi di più…] infoSpese straordinarie per i figli: la classificazione del tribunale di Roma
Divorzio breve anche in Italia
Il decreto legge n. 134/2014 approvato definitivamente in Senato il 22 aprile 2015, ha introdotto rilevanti novità relativamente ai tempi per lo scioglimento definitivo del matrimonio. Il divorzio, infatti, è l’unico istituto attraverso il quale è possibile ottenere lo scioglimento degli effetti civili del matrimonio c.d. concordatario (celebrato in Chiesa) oppure del matrimonio celebrato davanti all’ufficiale di Stato civile.
La riforma, pur prevedendo l’istituto della separazione come step precedente, obbligatorio per poter richiedere il divorzio, ha ridotto le tempistiche necessarie per presentare ricorso al Tribunale ed ottenere così la cessazione della unione matrimoniale:
1 anno(decorrente dalla data di notifica del ricorso per la separazione giudiziale), nel caso di separazione giudiziale(ossia non consensuale); [Leggi di più…] infoDivorzio breve anche in Italia
Assegno di mantenimento all’ex coniuge e termini di prescrizione
Commento alla sentenza 7981 del 2014 su art. 2941 del Codice Civile: il termine di prescrizione non è sospeso in caso di separazione e decorre dalle singole scadenze di pagamento.
La Corte di Cassazione con la sent. n. 7981 del 2014 ha affermato un principio importante a proposito delle regole sulla prescrizione da applicarsi in caso di mancato pagamento dell’assegno di mantenimento tra coniugi separati.
La prescrizione estingue i diritti qualora il titolare dell’azione non li eserciti nell’arco temporale previsto dalla legge. L’art. 2941 c.c. prevede che, per i rapporti tra i coniugi, il termine di prescrizione resti sospeso qualora essi non esercitino alcun diritto.
La questione sottoposta alla Corte era se, anche nell’ipotesi di separazione, i termini di prescrizione dovessero considerarsi sospesi, come se gli ex coniugi fossero ancora legati da vincolo matrimoniale. [Leggi di più…] infoAssegno di mantenimento all’ex coniuge e termini di prescrizione